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venerdì 28 agosto 2015

Recensione libro: La Gallina Volante



Scheda Libro:

Autore: Paola Mastrocola
Genere: Romanzo ???
Casa editrice: Guanda
Anno: 2000
Riconoscimenti: Premio Italo Calvino per l'inedito,
Premio selezione Campiello,
Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice 

Recensione:


Prima di tutto parliamo dell'autrice; Paola Mastrocola è nata nel 1956 a Torino, dove tutt'ora risiede.
Laureata in Lettere, insegna presso un liceo scientifico. 




Inizia a scrivere libri per ragazzi per poi passare ai romanzi. La sensibilità educativa e l'esperienza didattica si traducono in situazioni narrative nelle quali ci mostra la realtà della scuola italiana di questi ultimi anni. 


La Gallina Volante è il romanzo che l'ha resa famosa al grande pubblico.

"Un romanzo fuori dal comune, non solo perché intelligente e avvincente e profondo e ben scritto ma - cosa rara - perché umano."

Giovanni Pacchiano, Corriere della sera

La voce narrante della storia è Carla, un'insegnante in un liceo di Torino (Coincidenze?...Io non credo), che si affeziona molto ad una sua studentessa, Tanni.

Tanni è un vero talento letterario e stringe amicizia con la professoressa, aiutandola nel suo progetto di riuscire a far volare una gallina.
Per allevare le sue galline Carla chiede aiuto al suo vicino di casa Isidoro e appoggio a suo marito Mario.


Commento:

Iniziamo col parlare dell'idea che permea tutto il romanzo: andare in profondità alle cose, scendere in verticale in opposizione alla vita orizzontale. 
Questo romanzo parla molto della scuola e di quanto spesso non si vada a fondo agi argomenti, ma anche della vita, di quanto al giorno d'oggi siamo orizzontali in tutto ciò che facciamo.





Ad esempio Carla considera il vecchio vicino di casa, Isidoro, una persona saggia: non ha avuto una grande istruzione, ma il lavoro che fa e il carattere che possiede sono verticali, sono approfonditi, e nel suo campo Isidoro è saggio.

Non sono d'accordo con la sua teoria sui giovani e la lettura però. La Mastrocola ci spiega che i giovani d'oggi non leggono perché hanno altri hobby. Io sono contraria, ho sempre fatto uno sport e studiato, eppure sono sempre riuscita a leggere e la mia libreria è colma fino al soffitto.

Ci sono altri punti del libro che non condivido, eppure mi ha coinvolta molto, forse è vero che non ci farebbe male tornare un po' indietro e scavare alle radici delle cose....


"Io ho un sogno, un'ambizione, un segreto. Io devo riuscire a far volare una gallina.

Le galline, si sa, volano. Volano perchè hanno le ali.

In genere le galline non volano. Perchè non usano le ali. Ma se le usassero...
Perchè le galline non usano le ali?
Il problema dunque è riuscire a far usare le ali alle galline."


Quante volte noi non usiamo le ali? Quante volte abbiamo la possibilità di fare qualcosa e non lo facciamo, sconfitti dalle nostre presunte difficoltà e dalla nostra paura di volare? Quante volte preferiamo restare tranquilli nel nostro 'pollaio' quotidiano?
E così Carla, la protagonista del romanzo, oltre a far volare una delle sue ventiquattro galline, vuole riuscire a far volare i suoi alunni.


Shawy <3

lunedì 29 giugno 2015

Recensione "Novecento" di A. Baricco

Recensione Libro:



"Novecento è un monologo teatrale scritto da Alessandro Baricco e pubblicato per la prima volta da Feltrinelli nel 1994.

Esso narra la storia di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento

(il nome è così particolare poiché deriva da situazioni altrettanto particolari: "Danny Boodman" era il marinaio che l'ha trovato e che gli ha fatto da padre, "T.D.Lemon" era scritto nella scatola dov'era stato abbandonato  e "novecento" era l'anno in cui il bambino è stato trovato);

Come detto in precedenza, il bambino venne abbandonato, ancora in fasce nella nave "Virginian".
Fu trovato per caso da un marinaio chiamato "Danny Boodman" che gli farà da padre, fino a che, una ferita alla gamba lo porterà alla morte.
Il bambino, dopo il tragico avvenimento, inizia a suonare il pianoforte.


Successivamente "Novecento" incontra il narratore, che all'età di 27 anni viene assunto sulla nave come trombettista.
Questo è l'inizio di una grande amicizia, che non finisce neanche quando il narratore abbandona la nave.


Il narratore descrive "Novecento" come un ragazzo dal grande talento e dal rapido apprendimento; ma che, purtroppo, ha paura della vita fuori la nave.
Il mondo esterno non è fatto per lui. 
Novecento ascolta i racconti degli altri marinai e dei passeggeri e viaggiando con l'immaginazione, si crea una sua idea di mondo.


"Sapeva ascoltare e sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia...tutta scritta addosso"

Quando finalmente raccoglie tutto il suo coraggio e decide di scendere al porto di New York...succede una cosa inaspettata.


Pensiero personale:

"Novecento" è un libro tanto breve quanto intenso, Baricco ha questa capacità di farti restare col fiato sospeso dalla prima riga fino alla fine del racconto.
La trama è ben costruita e originale, tanto da essere presa come spunto per la creazione del famosissimo film "La leggenda del pianista sull'oceano".
(Ecco per voi il trailer :D)








L'ambientazione è ben costruita ed è storicamente attendibile.
 La padronanza lessicale dell'autore è ottima ed ha un modo di scrivere molto elegante.
È un libro che vale la pena di leggere e che ognuno dovrebbe avere nella sua Liberia. "Novecento" ci mostra la sua idea particolare di mondo, in contrapposizione con la nostra (troppo banale e priva di significato rispetto alla sua). Lo consiglio vivamente, anche come lettura estiva! :D

venerdì 26 giugno 2015

Recensione: "Il Giorno Prima della Felicità" di Erri De Luca




"Il giorno prima della felicità" è un libro scritto dalla'autore Erri De Luca e pubblicato per la prima volta dalla Feltrinelli nel 2009.
La vicenda è ambientata a Napoli negli anni 50'
(ciò può essere facilmente dedotto dalle esclamazioni che De Luca scrive per rafforzare la vicenda, anche se personalmente, sarebbe stato meglio evitare di mescolare italiano e dialetto; rende tutto un pò confusionario).
Il protagonista è "Smilzo" un ragazzino orfano che impara da Don Gaetano (il portiere tutto fare) il lavoro di portiere.

La leggenda narra che Don Gaetano possiede molte capacità tra cui quella di captare i pensieri altrui e di leggere nel cuore delle persone senza chiedere nulla in cambio (è un personaggio molto altruista, ed aiuta sempre il ragazzo orfano nelle difficoltà adolescenziali).





Il tema principale è il passaggio di "Smilzo" da ragazzino a uomo (con il supporto di Don Gaetano);durante il corso della sua vita, avrà modo di conoscere il piacere del sesso, la passione dell'amore e la paura del sangue;senza mai mettere da parte i suoi amati libri.
L'infatuazione  per la bella Anna (Una menefreghista che tratta il ragazzo come un oggetto, anche se lui ne è profondamente innamorato *Ahem friendzone ahem*) è la dimostrazione che spesso l'amore adolescenziale è il più puro,un tassello indispensabile per un'ottima crescita emotiva.


"Non mi posso misurare con lei. Ora sono uno che le serve. A fare cosa, non lo so. Però desidero servire a qualche cosa. Anna ha una forza che non si può resistere" 





Considerazioni personali sul libro:

La trama e abbastanza originale e ricca di colpi di scena ma non è molto coerente a se stessa, perché non segue un filo logico, mentre una buona trama dovrebbe seguirlo (per esempio alterna i fatti descrittivi della guerra alle sventure del protagonista, e tutto ciò non ha nulla in comune).

 I personaggi però sono stati descritti in modo ottimale ed alla fine del racconto si può delineare perfettamente il profilo psicologico di ognuno di essi. L'ambientazione è realistica ed è storicamente attendibile,anche se, viene posta in secondo piano per seguire meglio le vicende del protagonista. 

Il libro è ben presentato; la qualità e il numero delle pagine sono perfettamente rapportate al prezzo. Il titolo è la maggior attrattiva del libro; incuriosisce e fa venir voglia di sapere come andrà a finire. Non è adatto alle persone che sono restie a leggere libri dov'é presente il dialetto.