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venerdì 17 luglio 2015

Recensione: The 100



Scheda della serie TV:

Paese di produzione: USA
Emittente: The C.W. network
Anno: 2014
Formato: serie TV
Genere: fantascienza post-apocalittica
Stagioni: 2
Episodi: 29
Durata per episodio: 45 min.
Lingua originale: Inglese



Recensione:

La serie "The Hundred" è tratta dall'omonima trilogia di Kass Morgan, anche se si discosta molto dagli eventi e personaggi dei libri, in particolare nella seconda stagione.

La storia è ambientata in un futuro post-apocalittico, dove i discendenti degli esseri umani (sfuggiti al disastro nucleare) vivono all'interno "dell'Arca", un'enorme stazione spaziale.






All'interno "dell'arca" vigono regole molto severe per perseguire la sopravvivenza. La pena per una qualsiasi trasgressione è la morte, tranne che per i minori di 18 anni, che vengono imprigionati.

La protagonista della storia è Clarke Griffin (Eliza Taylor-Cotter) figlia del medico e consigliere Abigail Walters (Paige Turco) e del defunto capo ingegnere Jake Griffin (Chris Browning).




Clarke e altri 99 prigionieri vengono scelti per testare la vivibilità della Terra.
Insieme a Clarke ci sono: Bellamy Blake (Bobby Morley), Finn Collins (Thomas McDonnel), Wells Jaha (Eli Goree), Octavia Blake (Marie Avgeropoulos) e altri ragazzi.

Questi fantomatici cento dovranno affrontare migliaia di difficoltà sulla Terra selvaggia e inaspettatamente abitata.




Il Regista Jason Rothenberg ha fatto un ottimo lavoro con gli attori, la scenografia e la colonna sonora.
Gli strumenti che i protagonisti utilizzano sono stati contestualizzati molto bene (in particolare ho apprezzato i fogli riutilizzabili all'infinito), ma i costumi dei 100 (contrariamente a quelli dei terrestri) sono irreali.
Giacche di pelle nera e vestiti blu scuro?
Alquanto inadeguati visto che sull'Arca creare tinture tanto forti è uno spreco di materiali.
Ma a parte questa piccola nota stonata (che serve a far apparire i ragazzi più badass) non c'è molto di cui lamentarrsi.




La storia è piena di colpi di scena e svolte di trama incredibili, ad esempio SPOILER ho amato il momento in cui Kane (Henry Ian Cusick) e Jaha (Isaiah Washington) devono uccidersi a vicenda per mostrare ai terrestri che vogliono davvero la pace e la fragile ragazzina che deve fare da testimone si rivela il comandante supremo (qui potete trovare la scena) SPOILER,

I personaggi sono studiati e approfonditi in modo quasi impeccabile, nessun tratto è dato per scontato, Bellamy (ad esempio) inizialmente è lo str***zo della situazione, ma da subito vediamo l'amore fraterno per Octavia.






Commento:

All'interno della storia non esistono "buoni" e "cattivi".
La mancanza di questi due schieramenti rende i personaggi quasi reali (se non fosse che sono tutti forti, belli e con la messa in piega sempre perfetta).
La stessa Clarke SPOILER compierà un omicidio di massa SPOILER per far in modo che la sua gente rimanga in vita.


"Chi siamo e chi abbiamo bisogno di essere per sopravvivere, sono due persone molto diverse"

- Bellamy


In particolare si affronta il tema del comando, sia sulla Terra che sull'Arca. 
Sulla Terra c'è un confronto fra Clarke e Bellamy .
Sull'Arca invece, Abby e Kane cercano di consigliare Thelonius Jaha.





Un'altro aspetto da ammirare è il messaggio che lancia la storia di Octavia, la ragazza imprigionata perché nata (sull'Arca è vietato avere più di un figlio). Infatti l'incarcerazione della ragazza mostra che spesso giustizia e moralità sono due cose sconnesse.


E infine il mio personaggio preferito è...



John Murphy (Richard Harmon) il bad boy della storia... in realtà non è lui il mio personaggio preferito (visto che non è il vero bad boy... ahemBellamyhaem...), ma è sicuramente quello che tecnicamente mi è piaciuto di più, sia nella parte iniziale dello st***o sia in quella del ragazzo che ha fede in un sogno.





In ogni caso bisogna ammettere che la serie ha un suo valore.

E' stata annunciata la terza stagione anche se non premette bene.
Preferirei che la serie terminasse dignitosamente senza rovinarsi in una stagione "tanto per", come accade spesso questi ultimi anni.

Comunque vale la pena guardare questa serie TV e, per mostrarvelo, vi lascio il trailer qui sotto :D



domenica 12 luglio 2015

Speciale: Gabriel Garko



Dario Oliviero è nato il 12 Luglio del 1974 a Settimo Torinese da madre catanese e padre veneto.
Nel 1990 vince un concorso di bellezza nella sua città che, l'anno successivo, lo porterà a vincere il premio "Più bello d'Italia". Più tardi si addestrerà come carabiniere.
Molti pensano che il suo nome d'arte derivi dal cognome materno.




Dopo aver preso parte in svariati film e serie televisive minori, Gabriel ha un ruolo minore in "Paparazzi" di Neri Parenti.
Per un'altro po' di anni l'attore continua a recitare in lavori non molto famosi, fino ad arrivare nel 2006.
In quest'anno infatti, l'attore viene scelto come protagonista della miniserie "l'Onore e il Rispetto" dove interpreta il ruolo del mafioso Tonio Fortebracci. Quest'interpretazione gli vale un enorme successo tra il pubblico.



Negli anni successivi lavorerà in alcuni film abbastanza conosciuti come "Una Moglie Bellissima", ma ancora una volta sarà una miniserie a renderlo famoso: "il Sangue e la Rosa".
Durante la ripresa del film l'attore lavorerà con un cast d'eccezione che gli varrà una grande esperienza.



Nel 2010 Gabriel reciterà in "il Peccato e la Vergogna" e in altre serie televisive.
Più tardi riceverà il premio come migliore attore da "Sorrisi e Canzoni TV".

La sua carriera durerà ancora per molti anni, assieme alla sua fama di play boy.


Commento Personale:

Sicuramente se ha avuto un successo del genere quest'attore/modello deve avere delle qualità.
Spero proprio che queste qualità non siano semplicemente quelle fisiche, anche perché personalmente non ci trovo nulla di speciale.


Spero di vedere queste "grandi doti" un giorno, magari applicate in un' opera di grande successo.
In ogni caso Gabriel Garko è considerato uno tra i migliori attori italiani odierni, ed è molto amato dal pubblico.

Ecco un'intervista breve ma interessante:




martedì 7 luglio 2015

Special: Vittorio De Sica


Vittorio Domenico Stanislao Gaetano Sorano (si sono i nomi di una sola persona) De Sica è uno dei più famosi registi italiani, e oggi, nel giorno del suo compleanno, abbiamo deciso di ricordarlo con un piccolo articolo.




De Sica è una delle figure principali del cinema italiano e mondiale ed è considerato uno dei padri del Neorealismo e della Commedia all'italiana.

Nato nel 1901 a Sora (attualmente in provincia di Frosinone, ma allora appartenente alla Campania) da un'umile famiglia, De Sica decide di terminare gli studi a Roma prima di iniziare una carriera come attore di teatro.
Anche se non è stato il motivo del suo successo, De Sica amerà per sempre il teatro e le basi che gli ha fornito. Pochi anni dopo infatti, l'attore inizierà ad avere i primi ruoli importanti, affermandosi nelle parti del "conquistatore galante".


























Nel 1940 De Sica debutta come regista con il suo primo film "Rose Scarlatte" mantenendosi sul genere leggero-sentimentale. Questto genere gli procurerà svariati consensi con altri film più o meno famosi.




Solo tre anni dopo il regista cambierà genere: con "I bambini ci guardano" l'artista passa ad un discorso più impegnato e sociale che preannuncia la grande stagione del neorealismo.





Pur non trascurando il mestiere di attore (lavora anche con Totò), dal secondo dopoguerra in poi De Sica si concentra più sul lavoro di regista.

Proprio qui vediamo l'età d'oro dell'artista che, assieme a Rossellini, è l'esponente maggiore del neorealismo.

In particolare due dei suoi capolavori, ("Sciuscià" nel 1946 e "Ladri di biciclette" nel 1948) gli varranno l'Oscar come "miglior film straniero" e il Nastro d'Argento come "miglior regia".

Si dice, però, che alla prima di "Sciuscià" a Milano, uno spettatore abbia accusato De Sica di mostrare al mondo una cattiva immagine dell'Italia.








A questo punto De Sica si trova all'apice della sua carriera, ed è difficile pensare a quanta strada abbia fatto.
Infatti, si dice che da bambino De Sica aiutasse la madre a raccogliere dei fichi (era proibito prenderli all'epoca), per poterli vendere, e racimolare qualche spicciolo.
 Il suo ruolo era quello della sentinella: se avesse visto un carabiniere avrebbe dovuto avvisare la madre.
Una volta però non vide arrivare due carabinieri e, per intrattenerli, iniziò a cantare delle canzoni tradizionali.





Infatti, forse non in molti sanno che il regista era anche un cantautore. Le sue canzoni, purtroppo, erano troppo all'avanguardia per l'epoca e vennero apprezzate da pochi.

Negli ultimi anni della sua vita De Sica partecipò a svariati film non esattamente alla sua altezza, molto probabilmente per pagare debiti di gioco.
L'artista era infatti consapevole dei suoi problemi, ma con molta auto-ironia "donava" questa caratteristica ad alcuni dei personaggi che interpretava.

Scherzosamente l'artista una volta affermò che non si trasferiva nell'amatissima Ischia poiché nell'isola non c'era un casinò.








Sofia Loren che ringrazia De Sica per il film che le ha fatto vincere l'Oscar







Vittorio ebbe anche una particolare vita privata, egli infatti si era sposato con Giuditta Rissone dalla quale ebbe una figlia di nome Emilia.





Più tardi però ebbe dei problemi coniugali e trovò conforto tra le braccia dell'attrice catalana Marie Mercader da cui ebbe due figli (Manuel e Christian).






Per far il modo che il secondo matrimonio fosse riconosciuto, i conviventi dovettero sposarsi ben due volte.
Vittorio, in ogni caso, non si staccò mai dalla prima famiglia (per amore della figlia Emilia), infatti nei pranzi e nelle cene ufficiali, come Natale, De Sica riuniva tutta la famiglia sotto lo tesso tetto insieme a imbarazzo e stress.





Il grande artista si spense a 73 anni durante un'operazione per estrarre il tumore ai polmoni.